I n t r o d u z i o n e
Insegnare italiano agli alunni immigrati presuppone la conoscenza delle profonde differenze che intercorrono yta insegnamento/apprendimento dell' italiano come lingua materna e insegnamento/apprendimento dell' italiano come lingua seconda. Quindi non si tratta ,come sovente accade nelle scuole che parlano anche di " competenza comunicativa " ,di tener presente l'aspetto linguistico centrato sul sapere grammaticale,ma di porre attenzione per gli alunni immigrati a " saper fare con la lingua ", proprio perchè occorre sapere di che cosa parlare, con chi, come e quando. Di questo si deve occupare la glottodidattica in una prospettiva interculturale.
La glottodidattica funzionale
Le ricerche linguistiche di questi ultimi decenni, a partire dagli anni '60, hanno fatto emergere la cosiddetta " glottodidattica funzionale " che deriva il suo profilo dagli sviluppi raggiunti nella pragmalinguistica che studia la lingua come interazione sociale.
Si pongono dunque in evidenza le varie funzioni della lingua che si riferiscono alle concrete situazioni comunicative in cui si trovano gli studenti d' origine straniera. Al centro dell'attività didattica si trova l' alunno con i suoi bisogni comunicativi ,per i quali l 'insegnante,una volta rilevati ,può proporre unità didattiche che sviluppino una o più funzioni comunicative.
L'approccio di tipo funzionale non può prescindere da una competenza sociolinguistica,poichè la lingua cambiacol variare del contesto situazionale ( registro,varietà,medium che veicola) e delle caratteristiche culturali che regolano la vita quotidiana di una comunità non italofono. Come sostengono famosi linguisti come R.Jakobson e M.Halliday, i risultati conseguiti da un alunno devono essere valutati non solo in relazione all'apprendimento della struttura linguistica, ma anche jn relazione al livello d'efficaciapragmatica e di appropriatezza sociolinguistca e culturale acaquisita. Il riferimento è chiaro ai due modelli funzionali dei due citati linguisti del XX. secolo ,che hanno contribuito alla diffusione nell' insegnamento della competenza comunicativa e,segnatamente, all'affernazione fondamentale dei bisogni comunicativi degli allievi e dei conseguenti sillabi di insegnamento.
Lasciando da parte un'analisi delle funzioni della lingua proposta sia da Halliday e Jakobson, qui preme evidenziare il fatto che nella glottodidattica italiana si sta affermando,attraverso diversi progetti scolastici, un nuovo modello più utilizzato dai docenti che intendono integrare quelli dei due precedenti linguisti. In pratica,sostiene P.Begotti nel suo lavoro scientifico, si propone all'attenzione della scuola attiva un muovo modello basato su sei funzioni che si realizzano con alcuni atti comunicativo Ecco lo schema di Begotti :
1- funzione personale- lo studente esprime la sua individualità(sentimenti,pensieri,sensazioni)
2-funzione interpersonale - lo studente stabilisce,mantiene o chiude un rapporto interpersonale
3 - funzione regolativo-sperimentale -attiva un comportamento per ottenere qualcosa per sé
4 - funzione referenziale -uso della lingua per descrivere o spiegare la realtà circostante
5- funzione poetico-immaginativa - produce effetti particolari(metafore,fantasie..)
6- funzione metalinguistica - uso della lingua per spiegare i meccanismi o caratteristiche.
Secondo il modulo esperito da P.Begotti, l' insegnante di italiano come L/2 terrà presente tutte queste funzioni nella sua programmazione , collegandole ad atti comunicativi per studenti dei livelli di base o a generi comunicativi per i livelli avanzati, integrando eventualmente i manuali che risultassero carenti o squilibrati con materiale predisposto a completamento delle letture. Tale materiale può fare riferimento o basarsi sull'ambiente socio-culturale di provenienza dell' alunno e su altre realtà di carattere multiculturale presenti nella vita relazionale dell' alunno .Attraverso la lingua può quindi passare quell' insieme di aspetti multiculturali che poi generano il processo interculturale nelle attività scolastiche.
L' importante è coordinare in modo interdisciplinare con i docenti dell' area linguistica le attività basate sull'approccio funzionale ( si ricordano le prove d' ingresso,in itinere ed in uscita che attestano la capacità dell'alunno di utilizzare la lingua su basi funzionali ).
Certamente ,come raccomandano i linguisti citati, il docente dovrà porre attenzione nel presentare le funzioni in modo equilibrato, senza privilegiare alcune a scapito delle altre.Per ogni funzione si indicano sia gli atti sia i generi comunicativi collegati.
Per la parte relativa alle tecniche didattiche ,i docenti possono utilizzare quelle già note (per esempio: la drammatizzazione,il roleplay,il dialogo aperto/ a catena, ), come pure le recenti ed innovative attrezzature multimediali. Per esempio navigare in Internet è di rilevante aiuto per i docenti,segnatamente per reperire documentazione, testi,immagini,filastrocche,video..).
Nel quadro emergente di utilizzo a scuola delle T.I.C. , l'uso delle tecnologia video rappresenta un ottimo supporto per la glottodidattica funzionale sia per l' estrema diffusione dei PC nelle scuole, sia per la grande potenzialità che il m ezzo offre ad alunni e docenti. viga
Nessun commento:
Posta un commento